Riflessioni "qatariote".

 A distanza dei Mondiali in Qatar nel 2022, molti si aspettavano un'ascesa in termini di popolarità, una di quelle che spingendo troppo sull'acceleratore ne avrebbe forse, in parte snaturato la terra dei Banu Tamim.

                 ✨️Aspetti positivi✨️
Le aspettative turistiche, la curiosità per la cultura del tutto nuova di questo paese e la competizione per gli hub nello sport e nei maggiori eventi globali le avevano forse dato un imput propagandistico per un certo lasso di tempo e nel tempo d'altronde Doha ha dimostrato in realtà di essere più che avvezza alle mode; una capitale di ampio respiro mantenendo ben salde le sue caratteristiche.

Sempre in espansione le VCU (visual art)
e l'importanza conferita all'istruzione e alla cultura non facendo del simbolismo un linguaggio chiuso ai più.
L'audience di settore premia ancora una fascia della popolazione "stabile", ove a differenza di paesi in forte crescita la corsa alla Vision 2030 promuove invece tutto ciò che fruisce il suddetto target.
In altri termini il Qatar non premia esclusivamente tutto ciò che è funzionale alla crescita esponenziale del nuovo target Vision 2030; (settore demografico giovanissimo, tendenza, hi tech, luxury brand) ma mantiene in equilibrio in specifici settori, sia culturali che economici, coloro che costituiscono i capisaldi della nazione come parte integrante del lifestyle della stessa e che sia modello di ispirazione ai posteri. 

Un pò come la vicina Dubai, Doha sembra aver trovato da tempo il suo equilibrio mantenendo quel leit motiv tra passato e futuro senza stravolgere l'identità della nazione; frutto della famiglia reale che mantiene la tradizione e guarda costantemente in avanti senza avanzare troppo in quella "corsa" a cui era facile lasciarsi tentare indefinitivamente dopo l'enorme propaganda dei Mondiali di ⚽️ calcio nel 2022.


Forse è errato anche definirlo con termine propagandistico, poiché come dimostrato era un momento di massima visibilità, destinato a durare il tempo del nuovo slancio nel turismo mondiale, perfezionando i suoi già elevati standard, senza la necessità di perdere le caratteristiche che la contraddistinguono: eccellenza, sobrietà, tradizione.

Il Qatar ha mantenuto nel tempo quell'aplomb e quello charme nel riproporre annualmente i maggiori eventi identitari qatarioti senza temere di rimanere paradossalmente "indietro" nella sua zona elitaria: il Book Fair, l'Amir Cup, il Marmi Festival e l'amatissimo Global Champions Arabian tour 🐎 ✨️ nato nel 2023 (che seguo peredissequamente sin dal primo evento.)


Come già narrato in passato, le differenze tra i paesi del Golfo, seppure con evidenti comun denominatori, sono enormi e non paragonerei il Qatar agli Emirati; eppure questi ultimi più di tutti hanno dimostrato a loro volta una grande solidità, tramandata da bin Zayed e dagli Al Maktoum e il Qatar mi sembra ben determinato a mantenere quella consolidata anzitempo degli Al Thani. 🇧🇭

Spero abbiate gradito questo excursus sociologico che, a distanza di qualche anno dalla nascita del blog ha portato a più di una riflessione.

Grazie da:


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