Antar Ibn Shaddad
Le Mu'allaqat.
La tradizione araba è particolarmente legata alla poesia preislamica, ove la narrazione poetica raccoglie i poemi più celebri; poesie tanto belle che si dice fossero destinate alle pareti della Mecca. Mu'allaqat in arabo significa infatti"appese".
Tra questi poeti compare Antar Ibn Shaddad, figura epica e cavalleresca noto ai posteri per la versione romanzata di Antar e Abla.
Tra mito e leggenda.
Come accadde per moltissimi esponenti della tradizione letteraria del Golfo Persico, ancora una volta poesia, romanzo, mito e leggenda sembrano fondersi in un unico hekayat, in cui i nomi dei protagonisti riecheggiano, sopravvivendo alla clessidra del tempo.
Ciò divenne possibile solo grazie alla tradizione orale dei cantastorie,che conseguentemente a epoche diverse, aggiungevano o enfatizzavano gli eventi delle trame dando così vita a molteplici versioni. Ma il protagonista del racconto di oggi, (sebbene poco si sappia storiograficamente e molto si celebri nella cultura popolare araba) fu realmente autore di grandi versi di poesia; intrisa di amore e guerra.
La storia.
Antar era figlio di un beduino saudita e di una schiava etiope, innamorato di sua cugina Abla appartenente ad una grande tribù.
I versi celebri decantano l'amore che guida il suo coraggio, la battaglia e persino la lotta contro il pregiudizio che da sempre lo afflisse. Le Mu'allaqat contengono i componimenti autentici di Antar, mentre ai posteri arrivarono le versioni romanzate (simili alle narrazioni medioevali) ove Antar diventa leggenda.
Egli combatte affrontando prove impossibili per amore di Abla,vivendo nel costante ammonimento del provare se stesso poiché di rango inferiore e indegno di Abla.Vi saranno versioni che celebrano l'unione tra i due, e quelle che terminano con l'impossibilità della stessa o la morte di Adar, e seppur incerto, il destino di Adar era quello di trasformare in versi gesta eroiche e valori universali per amore della sua musa.
Non stupisce che la cultura araba sia fondamentalmente ancorata agli ideali classici e che ne celebrino linguaggio aulico, storia e mito. Da Calila e Dimna a Layla e Majnun, il viaggio continua..
Grazie da ~
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