Antar Ibn Shaddad

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  Le Mu'allaqat. La tradizione araba è particolarmente legata alla poesia preislamica, ove la narrazione poetica raccoglie i poemi più celebri; poesie tanto belle che si dice fossero destinate alle pareti della Mecca. Mu'allaqat in arabo significa infatti"appese". Tra questi poeti compare Antar Ibn Shaddad, figura epica e cavalleresca  noto ai posteri per la versione romanzata di Antar e Abla. Tra mito e leggenda. Come accadde per moltissimi esponenti della tradizione letteraria del Golfo Persico, ancora una volta poesia, romanzo, mito e leggenda sembrano fondersi in un unico hekayat, in cui i nomi dei protagonisti riecheggiano, sopravvivendo alla clessidra del tempo. Ciò divenne possibile solo grazie alla tradizione orale dei cantastorie,che conseguentemente a epoche diverse,  aggiungevano o enfatizzavano gli eventi delle trame dando così vita a molteplici versioni. Ma il protagonista del racconto di oggi, (sebbene poco si sappia storiograficamente e molto si celebri...

Ma chi è Cide Hamede?!

Ebbene è vero quando mi accingo a un libro non più "giovanissimo" la forma mentis che si crea è quella di un ..avete presente la vecchia serie tv Relic Hunter? o Indiana Jones? Una cosa tipo alla Geronimo Stilton! Vi presento il libro..Don Chisciotte della Mancha di Miguel de Cervantes.
Un libro che in realtà non ha bisogno di nessuna presentazione,un classico.
La parodia dell'uomo che si crede forgiato dallo spirito della cavalleria più autentica e trasforma l'immaginario in un mondo
"immaginifico", plasmato a suo piacimento..
Tutti conoscerete il prode compagno di avventura Sancho Panza e le vicissitudini che portarono i due a combattere contro i mulini a vento.
Uno degli autori più ironici e geniali che la letteratura ci abbia regalato.
Io ne ho letto una versione il più possibile fedele al castillano antico; non scorrevolissimo ma sempre spassoso.
Quanto il signor Miguel..el caballero de la Mancha, abbia davvero amato lo spirito cavalleresco per tali sottigliezze; nel susseguirsi della sua avventura tematica, non è dato sapere!
Fatto sta che parlando di scoperte, nel capitolo II egli afferma che gli capitò  il manoscritto di uno storico arabo tra le mani,un certo Cide Hamete..
Ecco come lo presentava nel libro:
"el hombre de seguro un mooro de Arabia, que fue el primero desde me doy cuenta naciò esta historia.." 
Recitava più o meno così. 
Al ché pensai ..udite udite..fermi tutti! Questa storia aveva davvero preso ispirazione da un antico manoscritto arabo?...ma il riferimento storico, altro non era che uno scherzo letterario dell'autore; che grande del suo humor a tutto tondo, vi inserì questa piccola variazione sul tema.. L'autore rendendo con questo espediente, tale avventura più colorita e avvincente che mai, fece sì che mi ritrovai a credervi quasi pienamente..

Ma c'è un"ma"!
Perché mai nel 1605 al signor Miguel venne in mente questa storia?
E se fosse stato ispirato in parte da un un uomo arabo, un "moro" per definirlo alla maniera latina..
Fatto sta che presa dal "mal d'Arabia" mi ritrovai col dilemma su Cide Hamete, immaginando a mia volta, che il cavaliere errante di Miguel de Cervantes fosse reduce dalla scoperta di un'antico manoscritto orientale..scherzi letterari..

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