Antar Ibn Shaddad

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  Le Mu'allaqat. La tradizione araba è particolarmente legata alla poesia preislamica, ove la narrazione poetica raccoglie i poemi più celebri; poesie tanto belle che si dice fossero destinate alle pareti della Mecca. Mu'allaqat in arabo significa infatti"appese". Tra questi poeti compare Antar Ibn Shaddad, figura epica e cavalleresca  noto ai posteri per la versione romanzata di Antar e Abla. Tra mito e leggenda. Come accadde per moltissimi esponenti della tradizione letteraria del Golfo Persico, ancora una volta poesia, romanzo, mito e leggenda sembrano fondersi in un unico hekayat, in cui i nomi dei protagonisti riecheggiano, sopravvivendo alla clessidra del tempo. Ciò divenne possibile solo grazie alla tradizione orale dei cantastorie,che conseguentemente a epoche diverse,  aggiungevano o enfatizzavano gli eventi delle trame dando così vita a molteplici versioni. Ma il protagonista del racconto di oggi, (sebbene poco si sappia storiograficamente e molto si celebri...

Auda Abu Tayi Robin Hood d'Arabia~

Sebbene il blog approfondisce soprattutto la cultura del Qatar 🇶🇦 vi sono storie arabe degne di nota, pur non rientrando nello specifico nella storia qatariota.
Quest'oggi il blog vi porta alla scoperta di un personaggio che Lawrence d'Arabia definiva 
"il più grande guerriero arabo".

Era il 1917 e Auda Abu Tayi convinto dal colonnello Lawrence nella rivolta araba, contribuiva a quel tempo alla presa della città in Giordania di Aqaba e nell'anno successivo a quella di Damasco.

      ☆  Semplicemente Lawrence ☆

Ricorderete tutti il magnifico colossal che ripercorre la vita straordinaria di un archeologo inglese diventato poi colonnello, conosciuto semplicemente da tutto il mondo arabo e ai posteri; come Lawrence d'Arabia.
La sua vita é leggenda. Egli amò così tanto il popolo arabo, la sua cultura e le sue tradizioni da diventare uno di loro, smascherando le mire espansionistiche britanniche (assieme alla Turchia) e rifiutando di diventare una pedina della politica inglese.
Diede così vita, insieme a quello che diventò il suo migliore amico, lo sceicco Faisal, alla rivolta araba.
Nel corso del suo viaggio tanti furono i personaggi che costellarono le sue avventure nel deserto; uno di questi era per l'appunto Auda Abu Tayi. 

          Un personaggio eccentrico 🐫🌴

 Auda era un titolo onorifico conferitogli per la sua estrema generosità.
Il suo nome era temuto in quanto aveva perpetuato innumerevoli razzie per conto degli Ottomani; ma tali ricchezze non le teneva per sé, bensì le suddivideva tra compagni di ventura e amici; 
sempre lieti di trovare in egli, un esempio eloquente della famosa ospitalità araba. 
Visse di fatti la sua vita in povertà, ma l'animo da guerriero e le peripezie di viaggi e di conquiste insieme ad un'innata curiosità, lo rendevano una compagnia più che lodevole per l'ufficiale inglese.
         
             🌟🌟🌴🐫🌴🌟🌟

Ecco una bellissima e suggestiva foto antica dal libro "With Lawrence in Arabia" di Thomas Lowell Jackson 1892.
Il protagonista di questo racconto è il najim a sinistra, con il suo bisht scuro e l'alag (la corda che sostiene il copricapo) leggermente più spessa.
Secondo la tradizione infatti l'alag di maggior spessore é conferito al capo tribù o ai reali.
Auda era poligamo com'era usanza dell'epoca e si era sposato ben ventisette volte! Auspicava poi 
(come narrato nel libro) di arrivare a un numero di cinquanta e ne andava molto fiero.
Viene descritto come un uomo coraggioso, di bell'aspetto e con un carisma particolare.
 Tra gli anneddoti più divertenti c'è  sicuramente quello dei cammelli. 🐫🐫
Egli voleva assolutamente convincere Lawrence, della grandiosa idea di trasportare i cammelli nel suo paese d'origine e il soldato inglese faticò non poco per spiegargli che non era possibile!
Abu Tayi era particolarmente entusiasta all'idea che l'amico inglese, avviasse un'industria con i mammiferi più famosi del deserto 🐫🐫
tant'è che ne ordinò un gran numero!
Al seguito di Abu Tayi, si narra c'erano ben 25 cammelli che percorsero chilometri per la nuova sistemazione tra le dune, in quanto comprese a malincuore; non erano trasportabili in Occidente.
Era anche un sognatore e ascoltava con entusiasmo le narrazioni del giovane Lawrence sui cabaret e gli spettacoli europei.
L'ufficiale ricorda con humor il najim che esclamava a ogni anneddoto, portandosi le mani alle ginocchia "dovevo esserci anch'io!"
Il libro, in lingua inglese, é ricco di foto antiche ed é veramente esaustivo nel raccontare l'incredibile epopea di Lawrence d'Arabia. 
Vi sono ritratti dello stesso Lawrence, di re Faisal, del personaggio di cui ho appena narrato e paesaggi autentici dell'epoca.
Particolare cura viene prestata poi nel descrivere un modo del tutto particolare di esprimersi degli arabi del tempo (e ancora oggi) con un linguaggio coinciso ma fortemente evocativo, anche quando questo presumeva lo scrivere una semplice missiva all'esercito.

Al pari della storia del padre fondatore del Qatar 
le vicissitudini di questo Robin Hood arabo rimangono un altro tassello fondamentale delle narrazioni d'Arabia. 📙 ☕

Shukra jazeelan ~
 come sempre  da: 



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